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Altro che pensiero laterale! Lateralità, lateralizzazione.

Updated: Nov 8, 2019

Bambini, emisfero destro, sinistro, mancini, destrimani, lateralità e laterizzazione.  Non stiamo dando le parole a caso: cerchiamo solo di mettere ordine in questo universo complesso!

Senza scomodare Adamo ed Eva, è sempre meglio partire dalle basi. O meglio, nel nostro caso, dal cervello. Sappiamo che il cervello è diviso in due emisferi: il sinistro controlla la parte destra del corpo e viceversa. All'emisfero sinistro competono le funzioni logico-linguistiche e il pensiero analitico (il controllo della scrittura, del linguaggio, della logica), mentre nell'emisfero destro sono localizzate le funzioni visuo-spaziali, l’immaginazione e il pensiero intuitivo-sintetico (il controllo delle emozioni, la creatività, la consapevolezza spaziale). Queste due parti sono perfettamente complementari e garantiscono un’organizzazione  estremamente razionale ed efficiente.

Il fatto che vi siano due emisferi che svolgono un lavoro complementare non è un bagaglio che i bambini hanno in dotazione alla nascita, quanto piuttosto una “capacità” che si acquisisce con lo sviluppo corporeo.

 Con lateralità ci si riferisce alla conoscenza della parte destra e sinistra del corpo, all’uso abituale e privilegiato di una parte rispetto all’altra. Dato che la dominanza emisferica cerebrale si esprime, a livello corporeo, determinando una maggior forza, maggior quantità di energia, di una parte del corpo rispetto all’altra, intendiamo con lateralità dunque l’uso abituale di un occhio, una mano, un piede posti sullo stesso lato del corpo. La lateralità si organizza fin dai primi mesi di vita e si conclude intorno ai 6-8 anni.

Per lateralizzazione si intende sia il processo con cui si sviluppa la lateralità, sia la capacità di individuare la destra e la sinistra sul corpo dell’altro e di proiettare questi rapporti rispetto agli occhietti e allo spazio; è un processo innato che comincia a manifestarsi intorno ai tre-quattro anni e dovrebbe definirsi e stabilizzarsi intorno ai sei- sette anni

Entrambi i due processi devono arrivare a una conclusione armonica perché tramite lo sviluppo di queste capacità non solo i bambini conoscono il loro corpo e riconoscono di essere costituiti da due parti, ma acquisiscono la capacità di rappresentare mentalmente le cose e di svolgere quei movimenti psicomotori tipici dell’adulto. Sì, ma nella pratica?

 In pratica, la lateralizzazione è fondamentale per l’equilibrio, la precisione, la coordinazione oculo-manuale, la scrittura, l’utilizzo dello spazio nel foglio e per l’evoluzione psico-affettiva attraverso:

reversibilità spaziale, ovvero la capacità di mettersi al posto di un altro durante il gioco;reversibilità del pensiero, ovvero la capacità di identificarsi con i sentimenti altrui di accettare e rispettare gli altri.

È importante quindi che ognuno di voi verifichi sui proprio piccoli se ci siano delle “anomalie della lateralizzazione” che generalmente si manifestano con l’inizio degli esercizi di pre-grafismo della scuola materna o con ingresso alla scuola elementare. Come?

Detta ancora in pratica…

si può chiedere ai bambini che hanno compiuto 2 anni di mettersi al posto di un compagno durante un gioco o una rappresentazione per verificare se sia stata acquisita o meno la reversibilità spaziale;quando un bambino esprime aggressività verso un compagno (gelosia, richiesta di attenzioni), spieghiamo che il gesto ha fatto male all’altro bambino, che gli adulti non si comportano in quel modo verso il bambino che ha commesso il “misfatto” e chiediamo come si sentirebbe se un adulto o un altro bambino lo facesse a lui. Questo per verificare lo stadio di apprendimento della reversibilità del pensiero, ovvero l’identificarsi con i sentimenti altrui di accettare e rispettare gli altri.

 La manifestazione più ovvia della lateralizzazione riguarda l’uso asimmetrico delle mani,  per il quale qualcuno (circa il 10% della popolazione) diventa mancino.

Ma come si fa a riconoscere la lateralità in un bambino che frequenta il nido? È vero che i bambini molto ancora piccoli e che non hanno ancora completato il processo evolutivo, tuttavia alcuni trucchetti ci sono:

la prova del calciare, capire cioè con quale piede il bambino colpisce un pallone;osservare quale mano il bambino predilige per afferrare gli oggetti, soprattutto quando compie operazioni di psicomotricità fine come il disegno;quale braccio porge per primo quando gli si infila la giacca.

Ma la prova del 9 è il test dell’applauso! Chiedete ai bambini di battere le mani per qualcosa (una canzone, un premio, un festeggiamento o un gioco): quelli che battono la destra sulla sinistra sono destrimani, quelli che battono la sinistra sulla destra sono mancini.

 Per mancinismo si intende la tendenza a usare il lato sinistro del corpo per compiere movimenti e gesti automatici e volontari. Tendenza che a volte inizia anche dallo stato fetale, con la prevalenza di avere sempre la stessa mano davanti alla bocca!

Generalmente fino a 3 anni i bambini sperimentano con entrambe le mani, per iniziare poi a definire la loro preferenza di lato. Molto importante a questo punto è lasciare il bambino libero di scegliere la mano che preferisce.

Se ci si rende conto che il bambino è mancino, non occorre eseguire trattamenti particolari, ma si possono mettere in atto delle strategie per semplificargli la vita.

Per esempio:

- porre i giochi in posizione centrale per non creare confusione e incoraggiare l'uso di entrambe le mani finchè non si sará stabilita una preferenza definitiva; - per aiutare un bambino ad allacciarsi le scarpe è meglio sedersi davanti a lui piuttosto che di fianco, per offrire un'immagine a specchio da copiare; - si può lasciare che il bambino mancino usi la forchetta a sinistra e il coltello a destra, che a tavola abbia una posizione favorevole di modo che non urti con il gomito del vicino. Questo gli permetterà di apprendere con facilità, una volta più grande, come posizionare il foglio durante la scrittura per non “inciampare” nel gomito del compagno di banco destrimano.


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